Terme
Luogo destinato agli incontri e alla salute del corpo, furono costruite contemporaneamente al Teatro e si componevano di una parte all’aperto e da una coperta.
La prima era dedicata agli esercizi fisici e al nuoto.
Un portico (1) delimitava l’edificio sul lato sud e sul lato nord: i lati interni, sicuramente colonnati, davano su un grande spazio aperto nel quale si aprivano piscine (2) di varie dimensioni, una cisterna (3) per chiarificare le acque e un criptoportico (4) per gli esercizi ginnici.
La parte coperta era costituita da tre ambienti principali, il frigidarium (5) (ambiente fresco), il tepidarium (6) (ambiente di passaggio moderatamente riscaldato), il calidarium (7) (ambiente riscaldato) e alcuni di servizio tra i quali le latrine (8).

Il frigidarium era costituito da un ambiente con una vasca semicircolare rivestita di marmi separata da tre archi da uno spazio antistante destinato agli incontri e alla conversazione su una parte del quale si apriva una nicchia entro cui fu rinvenuta una statua di Ercole fanciullo (Museo, sala 3).
Il tepidarium era moderatamente riscaldato da un forno che provvedeva ad immettere nell’ambiente vapore acqueo e calore.
Il calidarium era l’ambiente più caldo.
Al suo riscaldamento provvedevano ben due forni posti immediatamente dietro la parete est e, restaurati al momento della scoperta, ancora oggi visibili.
Il calore che essi producevano circolava sotto il pavimento dell’ambiente, sopraelevato su pilastrini in cotto, e, attraverso mattoni forati disposti verticalmente a formare un tubo (da cui il nome latino di tubuli), anche lungo le pareti.
Sono ancora oggi riconoscibili il labrum, cioè la vasca per lavarsi dopo aver abbondantemente sudato, e il laconicum che, a ridosso della parete dell’ambiente dell'hypocaustum, dove si trovavano i forni (9), era una vera e propria sauna.
Più problematica, anche per gli abbondanti restauri ottocenteschi, l’identificazione dei vari piccoli ambienti che costituivano l’ingresso e lo spogliatoio.
Anche questo edificio, come il teatro, subì un restauro nel III Sec d.C. per essere poi abbandonato due secoli dopo.